Associazione Donne Romene in Italia – A.D.R.I.

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Sfruttamento, stupri e aborti: le braccianti romene in Sicilia vivono ancora come schiave

ADRI - Associazione

di Antonello Mangano @Terre Libere, 15.07.2017

Due anni fa l’Espresso denunciò gli abusi sessuali ai danni delle braccianti rumene nel ragusano. Siamo tornati in Sicilia. Abbiamo trovato una realtà se possibile peggiorata. Segregazione e aborti, caporalato e mafia. Ma anche un’economia in ginocchio

ragusa«Se il fenomeno non esiste, allora molti bambini sono nati per opera dello Spirito Santo…». Don Beniamino Sacco è il parroco che per primo parlò dello sfruttamento sessuale delle romene nelle campagne del ragusano. Oggi risponde con questa amara battuta a quelli che ancora negano.

Due anni fa L’Espresso denunciò quell’orrore. Intervennero i governi di Romania e Italia. La commissione per i Diritti umani del Senato avviò un’indagine conoscitiva. Dieci deputati presentarono due diverse interrogazioni parlamentari. La Prefettura convocò Procura, sindaci e forze dell’ordine. Seguirono retate, tavoli di lavoro e convegni istituzionali. Tutti presero impegni solenni.

Siamo tornati a Vittoria, in provincia di Ragusa…

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Questa voce è stata pubblicata il 25 luglio 2017 da in Proiectul "Te iubeste mama".
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