Associazione Donne Romene in Italia – A.D.R.I.

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Stati generali delle Donne: per un processo di cambiamento @WakeUpNews

Educazione, formazione ma soprattutto lavoro. Questi i temi centrali degli “Stati Generali delle donne” a Roma lo scorso 5 dicembre.

Donne di tutta Italia, donne di diversa provenienza, donne che “ce l’hanno fatta”. Sono loro che hanno dato vita, lo scorso 5 dicembre a Roma, a “Gli Stati generali delle Donne”, una non-stop presso la Sala delle Bandiere della Rappresentanza in Italia del Parlamento europeo che ha visto la partecipazione attiva di un centinaio di donne.

Imprenditrici, docenti universitarie, artigiane, libere professioniste, giornaliste, cittadine, che hanno voluto raccontare – in mini interventi da 4 minuti ciascuna – le loro storie, le loro esperienze, il loro “ce l’ho fatta”. Esperienze e riflessioni che fungono da input per le donne (e non) presenti in sala, ma che si propongono di uscire al di fuori grazie al racconto di chi ha avuto la possibilità di prendere parte alla significativa esperienza.

Il confronto dello scorso venerdì, svoltosi anche in vista dell’EXPO 2015, ha prodotto un documento che sarà presentato durante la conferenza Mondiale delle Donne “Pechino vent’anni dopo”, in programma a Milano nei giorni 26-27-28 ottobre 2015.

Un panorama di discussione molto ampio che ha messo sul piatto diverse questioni: dalla leadership alle nuove tecnologie, dalla toponomastica alla creatività, passando per le formazione, il confronto generazionale, il potere,  le donne e la politica, il cambiamento e i processi d’integrazione. Un succedersi di tavole rotonde per dare una sterzata all’amara constatazione che “l’Italia continua a non essere un Paese per donne”.

“È un genere invisibile” per dirla con Maria Pia Ercolini che nella sessione tematica Donne &Territorio, ha presentato il progetto Toponomastica Femminile. “Anche i nomi delle nostre strade e delle nostre piazze contribuiscono a creare la cultura di un popolo, definendone le figure storiche degne di memorabilità. Ma se tali figure illustri sono quasi sempre maschili, quali le conseguenze nella percezione delle persone?”.

Una percezione erronea che ha ripercussioni sulla formazione e sull’educazione, anche e soprattutto delle giovani donne. Ma non solo le giovani donne. Occorre coinvolgere in questa formazione mirata alla costruzione di una educazione di genere anche nei giovani uomini. Per questo si deve partire dalla scuola.

Merita menzione la breve trattazione di Silvia Dumitrache (Associazione Donne Romene in Italia), incentrata sulla promozione di un dialogo interculturale per eliminare definitivamente gli stereotipi di genere e di provenienza, un dialogo che deve partire dalla famiglia.

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ES Dana Constantinescu, Ambasadorul Romaniei in Italia (stanga) , ES Stela Stingaci, Ambasadorul Republicii Moldova in Italia (dreapta), Silvia Dumitrache, presedinta A.D.R.I.

“La famiglia è la prima cellula di una società e la fondamentale comunità in cui sin dall’infanzia si forma la personalità degli individui. – così Silvia Dumitrache, Presidente ADRI – La famiglia è il nucleo della società e precede la formazione dello Stato.”

Tanti i progetti accennati nell’intervento di Claudia Padovani (Università degli Studi di Padova) che riguardano le donne e i media. Tra questi, Global Media Monitoring Project:progetto internazionale di monitoraggio dell’informazione realizzato, con l’Osservatorio di Pavia, in 108 paesi partecipanti nel 2010. Prevista una V edizione nella primavera del 2015.

Di significativa importanza il rapporto conclusivo del progetto Advancing gender equality in european media condotto come Università di Liverpool e Padova confluito sul sito www.womenandmedia.eu. Il report presenta dati relativi a uomini e donne in posizione apicali di 99 organizzazioni media in Europa, prendendo come contesto di riferimento le leggi adottate e le organizzazioni attive nei 28 Stati membri.

Lo scopo degli “Stati Generali delle Donne” è contribuire ad influenzare l’agenda politica su temi importanti, in particolar modo quello del lavoro. Il 5 dicembre grazie a questa iniziativa, patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico, il mondo femminile e quello delle Istituzioni sono riusciti ad entrate in contatto trovando soluzioni a quelle “criticità di genere” che continuano ad attraversare l’Italia.

In questo contesto di vicinanza con le istituzioni la senatrice Valeria Fedeli ha annunciato che nel 2015, sarà creato un Osservatorio di Genere interno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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