Associazione Donne Romene in Italia – A.D.R.I.

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Se vanno via è un disastro per tutti. Dalle pensioni alla Sanità gli immigrati danno più di quanto prendono

“Speriamo che non se ne vadano”, dice il sociologo Luigi Manconi degli immigrati. Perché sarebbe una catastrofe per il nostro welfare e per la nostra industria manifatturiera. L’argomento “utilitaristico” contro la xenofobia è sostenuto da dati economici inconfutabili. Che dicono in modo chiaro che gli immigrati danno all’Italia più di quanto prendono. Ecco una cifra – assieme a quella ormai ben nota del 10 per cento del Pil nazionale prodotto dagli immigrati – su cui dovrebbero riflettere i sostenitori del “vadano via”. Nel 2011 32mila stranieri hanno abbandonato l’Italia per tornare nel loro Paese o per trasferirsi in altri dove hanno trovato migliori condizioni di lavoro. Per le casse del nostro Stato questo esodo si è tradotto in una perdita stimabile in 87 milioni di euro.
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Ma vediamo alcuni dati per settori economici.Introiti statali – Nel 2011 gli introiti dello Stato riconducibili agli immigrati (fonte: Dossier statistico 2013, a cura del Centro ricerche Idos in collaborazione con l’Unar) sono stati pari a 13,3 miliardi di euro a fronte di uscite per loro pari a 11,9 miliardi di euro. Il saldo positivo per l’Italia è dunque pari a 1,4 miliardi di euro. Welafre e sistema sanitario – Degli oltre cinque milioni di immigrati presenti in Italia, 750mila – in prevalenza donne – sono impegnati in attività che hanno a che fare con l’assistenza familiare (baby sitter e badanti). Per loro le famiglie italiane spendono ogni anno nove miliardi di euro. Se gli stessi servizi fossero garantiti dallo Stato, l’onere per le casse pubbliche sarebbe pari a 45 miliardi di euro l’anno. Va anche detto (fonte: Dossier statistico immigrazione Caritas-Migrantes 2012) che “gli stranieri utilizzano in proporzione meno il sistema sanitario nazionale rispetto ai nostri concittadini”.Contributi pensionistici – L’Inps incassa dai contributi pensionistici degli immigrati 7 miliardi di euro (fonte Inps), ma (vista la più giovane età media degli immigrati) sono solo 26 mila i lavoratori stranieri non comunitari che usufruiscono di una pensione previdenziale in Italia, e 38 mila quelli che ricevono una pensione di tipo assistenziale. Inoltre i lavoratori extracomunitari che lasciano l’Italia perdono i contributi, che restano nella casse dell’Inps. Imprese – Sono quasi 480mila le imprese italiane guidate da cittadini stranieri (fonte: Unioncamere). Nel 2012 sono cresciute del 5,8 per cento (in termini assoluti si parla di 24.329 nuove imprese). Secondo Unioncamere il contributo degli imprenditori immigrati è stato decisivo “per mantenere positivo il bilancio anagrafico di tutto il sistema imprenditoriale italiano”.In crescita le imprese di immigrati – Secondo dati che sono stati illustrati stamani, nella sola città di Roma (fonte: Osservatorio romano sulle migrazioni) le imprese gestite da lavoratori immigrati in un anno sono cresciute del 12,6 per cento. Un dato in controtendenza rispetto a quanto accade alle imprese gestite da cittadini italiani.
21 marzo 2014

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