Associazione Donne Romene in Italia – A.D.R.I.

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Straniera di Ingrid Beatrice Coman

Eccoti qui: la testa bassa, le ali strette in un grembiule
Che cerchi in fretta nelle tasche un posto per le tue paure

Per ogni cosa un nome nuovo che non riesci a pronunciare
Come se tutte le parole fossero pillole amare.

Carte bollate e sportelli, frontiere e quote d’ingresso
Le tue speranze soffocate nella voragine di un cesso

Da pulire, da sbiancare, come un rituale antico
Da trafiggere e odiare come l’occhio di un nemico.

I tuoi abiti in un sacco tra memorie confuse
La tua lingua in un cassetto tra le cose che non usi

E cerchi in giro una chiesa per sussurrare una preghiera
E qualche Dio che ascolti la tua voce da straniera.

Che strano gusto questo pane fatto di acqua e rancore
Che strano affare questa vita presa in prestito a ore

Ti ho vista scrivere poesie all’alba su quella corriera
La schiena curva sopra un foglio come una candida bandiera.

Straniera tu? Straniera l’ora di questo tempio di cemento
Che ci fa nascere già vecchi col tempo che ci muore dentro.

Che l’acqua scenda a cascate su queste nostre menti oscure
E lavi via dalla storia colpe passate e future.

Richiama i sogni abbandonati laggiù, nel pozzo più profondo
E metti un po’ di candeggina sull’anima di questo mondo.

 

poesie – Ingrid Beatrice Coman

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Questa voce è stata pubblicata il 8 febbraio 2012 da in Diverse.
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